702 115. Mentre crescevano i meriti di Francesco,
cresceva pure il disaccordo con l'antico serpente. Quanto
maggiori erano i suoi carismi, tanto più sottili i
tentativi e più violenti gli attacchi che quello gli
muoveva. E quantunque lo avesse spesso conosciuto per esperienza
come valoroso guerriero, che non veniva meno neppure un istante
nel combattimento, tuttavia tentava ancora di aggredirlo,
pur risultando quegli sempre vincitore.
Ad un certo momento della sua vita, il Padre subì una
violentissima tentazione di spirito, sicuramente a vantaggio
della sua corona. Per questo, era angustiato e pieno di sofferenza,
mortificava e macerava il corpo, pregava e piangeva nel modo
più penoso. Questa lotta durò più anni.
Un giorno, mentre pregava in Santa Maria della Porziuncola,
udì in spirito una voce: «Francesco, se avrai
fede quanto un granello di senapa, dirai al monte che si sposti
ed esso si muoverà».
«Signore, - rispose il Santo - qual è il monte,
che io vorrei trasferire?».
E la voce di nuovo: «Il monte è la tua tentazione».
«O Signore, - rispose il Santo in lacrime - avvenga
a me, come hai detto».
Subito sparì ogni tentazione e si sentì libero
e del tutto sereno nel più profondo del cuore.